L’individuazione dell’agente causale di aborti negli ovini e nei caprini è essenziale per attuare misure di controllo efficaci. Per diagnosticare correttamente Chlamydia abortus, è fondamentale agire tempestivamente e sapere quali sono i campioni più indicati e quando devono essere prelevati.
Che cosa può destare il sospetto di un’infezione da C. abortus?
– Aborti a fine gravidanza
– Agnelli o caprette deboli
– Mortalità neonatale
– Assenza di altri segni negli animali adulti
– Placentite necrotica
Questi segni possono essere indicativi di un’infezione da C. abortus, sebbene anche altri agenti patogeni possano causare sintomi simili, come Salmonella, Coxiella o Toxoplasma.
Sarà sempre necessario confermare in laboratorio il patogeno coinvolto.
Raccomandazioni per una diagnosi corretta: Quali campioni devono essere prelevati?
– Placenta: è il campione di prima scelta. Cercare di prelevare le zone della placenta che mostrano lesioni per una corretta diagnosi.
– Feto abortito: è possibile inviare al laboratorio il feto intero. I campioni più utili sono la lana bagnata, il contenuto dell’abomaso e i frammenti di organi interni.
– Tamponi vaginali: nelle femmine che hanno abortito di recente (24-72 ore), i tamponi vaginali sono utili quando non è disponibile né la placenta né il feto.
– Siero ematico: deve essere prelevato dopo un aborto o un parto, quando si verifica la sieroconversione (aumento degli anticorpi).



Per aumentare le possibilità di diagnosi, il campionamento deve essere effettuato il prima possibile
Quali sono le tecniche migliori?
PCR: è il metodo più consigliato in virtù dell’elevata sensibilità, specificità e velocità. La tempistica del campionamento è fondamentale. La massima escrezione di Clamidia si verifica nelle prime ore dopo l’aborto. Se il campione viene raccolto in ritardo o si degrada, c’è il rischio di falsi negativi.
Se possibile, la PCR dovrebbe essere la prima scelta
ELISA: permette di rilevare anticorpi contro C. abortus. Generalmente, entro 3 mesi dall’aborto si verifica un aumento degli anticorpi, che in questo periodo possono essere rilevabili.
| Metodo | Obiettivo | |
| Conferma del patogeno | Prevalenza/vigilanza | |
| PCR | +++ | ++ |
| ELISA | ++ | +++ |
| Fissazione del complemento | + | + |
| Immunoistochimica | ++ | + |
| Colorazione dello striscio | + | – |
La sierologia presenta alcuni limiti, ad esempio non è utile negli animali vaccinati perché non è possibile distinguere gli anticorpi naturali dagli anticorpi vaccinali.
Il metodo ELISA può essere utilizzato anche per il monitoraggio della malattia, per valutare la circolazione del patogeno nel gregge.
Considerazioni importanti per la diagnosi
- Inviare >1 campione
- Prelevare i campioni da diversi animali
- Evitare la contaminazione durante il prelievo del campione
- Effettuare l’invio il prima possibile (entro 24 ore)
- Refrigerare o congelare i campioni
- Combinare diverse tecniche per aumentare le possibilità di rilevare gli agenti patogeni
- Utilizzare dispositivi di protezione individuale (guanti, mascherina): molti agenti patogeni sono zoonotici
Conclusioni
La diagnosi deve essere effettuata il prima possibile per attuare la migliore strategia di controllo, come ad esempio la vaccinazione del gregge.
Un campionamento corretto e l’uso di tecniche affidabili aumentano le possibilità di rilevare l’agente patogeno
Autrice dell’articolo:
Tania Perálvarez Puerta. Global Product Manager, Small Ruminants Franchise – HIPRA
Riferimenti bibliografici:
Capitolo 3.7.5 Enzootic abortions of ewes (Ovine Chlamydiosis). Ovine Terrestrial Manual 2018



